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Banche, il ritorno dei mutui al 100%. Ma bisogna pagare tassi più alti

Prima delle crisi non era inconsueto incappare in proposte di mutui al 100%. Le banche non facevano fatica a dire di «sì» a quei finanziamenti che coprivano l’intero valore dell’immobile da acquistare. Famiglie e giovani non avevano quindi bisogno di un capitale iniziale per comprare casa a rate. Qualcuno addirittura riusciva a strappare il 120-130% con altri 20 o 30 mila euro aggiuntivi, per le spese di trasloco o magari per sistemarsi con l’arredamento. Poi è arrivata la crisi, molti di questi mutui sono andati a male, e le banche si sono tirate indietro. Un po’ perché scottate proprio dai mutui al 100%, un po’ perché più attente ai propri bilanci. 

Il mutuo per chi non ha liquidità però non è del tutto sparito e sta tornando. Oggi a metterlo in «catalogo» c’è rimasta soltanto Intesa Sanpaolo che lo elenca apertamente e con trasparenza tra le sue tante offerte. Anche altri istituti si stanno muovendo sempre di più in questa direzione. Dichiarano di non offrire più dell’80% del valore dell’immobile ma poi, con il singolo cliente, un po’ sotto banco, sono disposte a scendere a patti anche per quote più alte dell’80% e fino al 100%. Oggi, per avere un maxi-finanziamento occorre andare di banca in banca e parlare direttamente con l’impiegato in filiale. Ci vuole del tempo ma i «sì» non mancano. Certo occorre avere un profilo appetibile per la banca, ma soprattutto bisogna essere disposti a pagare di più. Per le banche, infatti, i mutui al 100% rimangono un affare. Offrono di più, sono più a rischio per l’istituto e quindi costano di più al cliente. L’esborso extra non è da poco. Si arriva anche a 2 punti percentuali in più. Per un mutuo della durata di 20 anni, si finisce per pagare anche 80mila euro di interessi in più. 

L’esigenza di mutui che coprano tutto l’esborso necessario per pagare casa non manca. Per molti, riuscire a mettere da parte una cifra che corrisponda anche soltanto al 20% dell’immobile non è cosa da poco. Per questo la richiesta si mantiene sempre alta. «L’ipotesi è che possa rappresentare circa il 10-15% di tutte le domande di mutui – dice Roberto Anedda, direttore marketing MutuiOnline -. Non tutti quelli che vogliono un mutuo al 100% però fanno richiesta. Certo è che oltre il 30% delle domande è per mutui al 70-80%, quindi per finanziamenti che coprano il più possibile della spesa da sostenere». 

Rimane tuttavia la questione del tasso d’interesse più alto per questo tipo di finanziamenti. È un problema che non è mai stato risolto e che diventa un freno sia per le banche sia per i clienti – dice Anedda -. L’ipotesi potrebbe essere quella di applicare un tasso più elevato soltanto per la parte che eccede l’80% del finanziamento». In questo modo si aprirebbe il mercato a una platea di clientela che finora è rimasta fuori dai prestiti per la casa. Prima del 2006, le quote di mutui al 100% coprivano anche il 10% dell’intero mercato. 

Intanto il momento rimane favorevole per chi vuole considerare il progetto della casa pagata a rate. I tassi rimangono su livelli minimi per effetto dei tassi Bce sotto zero. Le proposte migliori oggi offrono un tasso tra l’1,85% e l’1,90% per il fisso. Il variabile è anche più vantaggioso con le proposte migliori che si muovono tra lo 0,85% e lo 0,90%. Le preferenze comunque vanno al fisso. La stragrande maggioranza delle famiglie sceglie questo tipo di soluzione. Anche se costa un po’ di più è comunque a un livello vantaggioso e mette al riparo da un possibile rialzo dei tassi Bce. Con l’86,8% delle sottoscrizioni, il fisso continua a essere la tipologia di mutuo maggiormente erogata, la percentuale più alta mai registrata da MutuiOnline.it dal 2006 a oggi.  

Un rialzo dei tassi dei mutui dovrebbe essere ancora lontano. «Anche se l’economia in Europa mostra segnali incoraggianti di ripresa, la Bce rialzerà i tassi solo in maniera graduale e ben dosata» dice Anedda. Vuol dire che per le famiglie ci potrebbero essere ancora uno o due anni di mutui a buon prezzo. 

Fonte: La Stampa

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